close
img_4461

Zona TOP SECRET – Come promesso, eccomi qui a darvi un assaggio del fiore all’occhiello di Flavio Angiolillo e Marco Russo che, già proprietari del Mag, nel 2013 decidono di aprire il locale più esclusivo della città: il 1930.

Ispirato all’epoca del proibizionismo, in cui le bevande alcoliche erano considerate illegali, il 1930 è un locale in perfetto stile speakeasy, ovvero un bar segreto di cui non si conosce l’indirizzo nè il numero di telefono, riservato a persone di fiducia e, oserei dire, “privilegiate”. Si, perchè arrivata a Milano avevo un’enorme curiosità di vedere questo famoso secret bar, e nel momento in cui sono riuscita ad accedervi mi sono sentita una privilegiata!

Ed è proprio questa segretezza che lo rende un reale speakeasy, a differenza di molti altri presenti in Europa in cui via, civico ed email vengono chiaramente dichiarati nel proprio website.

Io sono stata molto attenta a non trasgredire le regole, non comunicando mai a nessuno l’indirizzo, neanche agli amici, se non a quelli fidati che ho portato io con me, certa che avrebbero apprezzato e compreso l’essenza del locale.

Al 1930 niente è lasciato al caso, tutti i particolari dell’ambiente richiamano gli anni 20/30, persino l’abbigliamento dei bartender, i quali hanno un atteggiamento volutamente impostato, ma nella loro discrezione risultano comunque gentili e disponibili, soprattutto alle mille domande sui drink che solitamente pongo! 😀

Qui nelle foto potete percepire l’atmosfera vintage che si respira attraverso qualche particolare del locale, come il grammofono, i bicchieri dallo stile ricercato, i quadri in bianco e nero, la macchina da scrivere.

Come d’altronde in tutti i bar di Angiolillo e Russo, i cocktail sono SUPER: potete star tranquilli sulla qualità dei distillati, che non vi faranno venir mal di testa neanche dopo diversi drink, e potete star certi che qualsiasi mixologist del locale è al medesimo livello nella preparazione degli stessi.

Ma non li definisco “super” soltanto per le ragioni di cui sopra. I cocktail del 1930 infatti, sono costituiti da ingredienti alquanto insoliti e originali (sapevate dell’esistenza della Vodka al salmone? Tanto per citarne uno). Inoltre la loro presentazione è scenografica e differente per ciascuna proposta.

Ad esempio troviamo il Sushi, con un alga intorno al bicchiere e bacchette annesse, poi un drink dall’impronunciabile nome cinese (Mengxiang he long), servito sui contenitori di bamboo comunemente utilizzati per i dim sum, o il Brodo, con tanto di piatto fondo e cucchiaio! Avevate mai immaginato cocktail così singolari!? Sarei proprio curiosa di provare, e vedere, il Pane e il Vino, che ho adocchiato sul menu.

La cosa interessante della lista attuale è che molti cocktail sono ispirati a temi e personaggi della Divina Commedia di Dante, come Caronte o Inferno.

L’altra sera io personalmente ho optato per due cocktail: il primo è proprio l’Inferno, a base di Mezcal, che avevo già assaggiato precedentemente. Il secondo, che mi è stato consigliato sulla base dei miei gusti, è Il Mare, composto dal Genever, un distillato di ginepro antichissimo (risale al 1650) che può essere definito come l’antenato del Gin. La schiuma creata sul cocktail, che potete vedere nella foto, è una schiuma compatta che a differenza dell’albume d’uovo non si smonta mai, come mi spiegava Milo, uno dei mixologist del 30. Tale schiuma, leggermente salata, richiama proprio quella delle onde del mare, tema rafforzato dalla presenza di una conchiglia all’interno del bicchiere, più precisamente il guscio di un’ostrica.

Un’altra questione piuttosto intrigante è che il menu dei cocktail è una saga e in ogni volume dopo le pagine dedicate ai drink troviamo un piccolo romanzo, scritto da Michael Love, che racconta la storia legata alla lista. Si tratta del primo esempio di menu-romanzo in Italia, per il quale hanno vinto il bronzo agli Oscar della Pubblicità 2014 nella categoria Branded Content.

img_4396

L’attuale drink list si intitola Paradise ma, udite udite, in questi giorni è in arrivo la nuova lista del 1930, dal titolo Adelaide (volume 9)! Curiosi? Io moltissimo, infatti prossimamente conto di tornare nel locale e aggiornarvi, in un articolo interamente dedicato alla storia e ai cocktail del nuovo menu, e soprattutto con le foto dei nuovi capolavori!

I miei cocktail preferiti:

  • Inferno – Le fiamme degli inferi
  • Indian Tear

Ma arrivati a questo punto, vi starete giustamente chiedendo: “Quindi!? Come facciamo a provare questo secret bar se non ci fornisci l’indirizzo!?”

Vi spiego. Per accedere al 1930 è necessario essere in possesso della famosa tessera, che viene però rilasciata dal Mag e neanche molto facilmente. L’alternativa è tentare di effettuare una prenotazione “passando” attraverso il Mag o il Backdoor 43, ovvero frequentando questi locali, visto che non vi basterà semplicemente chiedere, dovrete guadagnarvi la fiducia dei proprietari! A quel punto riceverete una parola d’ordine per entrare nel cocktail bar più segreto che esista…

Volete cimentarvi in questa missione? Ve lo consiglio caldamente… Se ci sono riuscita io la spunterete anche voi! 😉

1930 – Cocktail Bar

Milano

https://www.facebook.com/1930milano/

Review overview

Drink 10
Location 10
Servizio 10
Rapporto Qualità-prezzo 9.8

Summary

10 tech score

Tags : cocktail barcocktailsdrinkmilanomixologysecretbarspeakeasy